Il sistema Paese deve necessariamente puntare alla crescita del turismo quale motore della nostra economia. Se le bellezze artistiche costituiscono l’elemento distintivo del nostro paese, non si può negare che molte Regioni italiane possano competere con le città d’arte solo puntando sugli straordinari scenari naturali

La tutela del mare e dei territori costieri costituisce il cardine intorno al quale far ruotare l’economia del turismo. Una domanda sorge spontanea. Come dosare la pressione turistica sulle coste senza compromettere il patrimonio ambientale e allo stesso tempo favorire la crescita di questo settore chiave? La risposta si annida nella qualità e nella quantità dei servizi offerti, nella corretta gestione delle aree demaniali e nella offerta di portualità.

Per quest’ultima è necessaria affrontare sia le problematiche connesse ai porti commerciali in chiave di sviluppo del traffico crocieristico, sia i temi ancora irrisolti della portualità turistica oltre al recupero delle infrastrutture esistenti che hanno subito le profonde trasformazioni socio-economiche dei paesi e che, se opportunamente riconvertite, potrebbero svolgere un’importante funzione nello sviluppo del turismo nautico.

Le diverse tematiche sono state affrontate nel corso della Tavola Rotonda “Turismo sostenibile economico e ambientale”, coordinata da Jean Pierre Lozato-Giotart dell’Università La Sorbonne di Parigi, che ha visto come relatori: Emilio Becheri (Direttore Turistico), Antonio Capacchione (presidente SIB – Confcommercio), Francesco Citarella (Università di Salerno), Leonardo Damiani (Politecnico di Bari), Luigina Fattorosi (Università di Siena), Mara Manente (master Turismo – Università Ca’ Foscari), Anthony La Salandra (Risposte Turismo), Francesco Napolitano (Università di Roma La Sapienza), Fabio Russo (Università di Roma La Sapienza), Franco Prodi (Università di Ferrara), Alessandra Saponieri (Università del Salento) e Federica Panacciulli (Enea).

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