La pesca ricreativa in mare rappresenta una importante realtà nel nostro Paese, annoverando più di due milioni di praticanti. Si tratta di un’attività che riveste un notevole interesse, non solo sociale, ma anche economico e deve essere vista come una risorsa notevole per il nostro Paese. Purtroppo, oggi la pesca ricreativa in Italia si trova in un giro di boa non solo per quanto riguarda l’aspetto gestionale, ma anche per conflittualità imputabili alla pesca professionale.

Come gestire questa attività nel solco delle recenti direttive comunitarie? Ne hanno discusso nel corso della tavola rotonda “La Pesca ricreativa in Italia”: un’interazione di opportunità sociali, economiche ed ecologiche”:  Roberto Silvestri (CIBM), Alberto Gentile (in rappresentanza FIPSAS), Marco Casu (Università di Sassari), Filippo Cassola (FIOPS, FIPSAS Liguria), Marco Bardi (Pescasub Plastic Free) e in collegamento Paola Gianguzza (Unipa – Donne di Mare). Il coordinamento è stato affidato a Ferruccio Maltagliati (Università di Pisa – Comitato Scientifico Mareamico).

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