Sulle onde della Blue Economy

XXVII Rassegna del Mare – Cefalù, 12 ottobre 2018

Verso la Blu Economy – Per un Mediterraneo Sostenibile (Towards a Blue Economy)

 

Ha viaggiato sulle rotte della Blue Economy la XXVII Rassegna del Mare inaugurata a Cefalù dopo i saluti istituzionali di rito nella sala Convegni Hotel Costa Verde. 

 

 

 

Come da tradizione, la Rassegna, andata in scena dall’11 al 14 ottobre 2018, è stata scandita da una sessione mattutina e una pomeridiana.

 

 

 

 

L’Evento di alto spessore scientifico, promosso dall’Associazione ecologico-scientifica nazionale di protezione ambientale Mareamico, con il patrocinio di: Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Ministero dell’Ambiente, della Tutela, del Territorio e del Mare e Comune di Cefalù e con il contributo di: Mipaaft, Regione Sicilia (Assessorato Agricoltura, Sviluppo Rurale, e Pesca Mediterranea), Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Geo Coste, Adriatic Shipping, Castalia, Test1, Feamp e Drafinsub, si è avvalso, come da tradizione, della partecipazione di numerosi esperti di calibro internazionale oltre a rappresentanti delle associazioni di categoria e del Governo. 

 

 

Come una bussola la XXVII Rassegna del Mare ha condotto sino in Sicilia la nave degli addetti ai lavori pronti ad affrontare le onde della Blu Economy.

 

 

 

 

 

Le vele sono state spiegate al vento del confronto dal presidente di Mareamico, Roberto Tortoli, e i lavori sono entrati nel vivo per tuffarsi “Towards a Blue Economy for a sustainable Mediterranean”. Sono tante e diversificate le sfide lanciate dalla Blu Economy.

 

A livello mondiale l’economia basata sui settori marini è considerata una nuova frontiera per lo sviluppo economico e il suo Prodotto Interno Lordo (PIL), potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare nel ventennio 2010-2030. 

 

 

Questa tendenza si realizzerà anche nella regione mediterranea a causa dell’importanza rivestita da settori economici quali: la pesca, le risorse energetiche e quelle marine comprese la pesca.

La pesca industriale e artigianale insieme all’acquacoltura offrono numerosi posti di lavoro, seppur minacciati da un eccessivo sfruttamento. 

 

 

 

Tra prospettiva e realtà dei fatti, lo sviluppo delle risorse di profondità (deep-sea: risorse biologiche ed estrazione di minerali) potrebbe non generare quell’atteso numero di posti di lavoro, ma sollevare preoccupazioni su impatti ambientali e sul tema dei brevetti.  

 

L’economia blu è un’economia a basso inquinamento efficiente in termini di risorse e circolare. Basata su modelli di consumo e produzione sostenibili accresce il benessere e l’equità sociale, generando valore economico e occupazione. Inoltre, riduce significativamente i rischi ambientali e le scarsità ecologiche.

 

 

 

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