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Maremico - Intervista al Presidente dell

Il 25 gennaio 2006 Clemente Ruggiero si è insediato, in qualità di Presidente, alla guida dell’Agenzia Regionale per la Mobilità Laziale, AREMOL, con l’obiettivo di dotare la Regione di un idoneo supporto tecnico operativo per l’attività di programmazione e pianificazione del Trasporto Pubblico Locale e nell'analisi dell’evoluzione della Mobilità regionale, delle reti di trasporto e dell’impatto del sistema di trasporto sul territorio e ambiente.

Fin dall'esordio, Ruggiero ha impostato, secondo criteri di efficienza e produttività mutuati dal settore privatistico, la sua gestione dell’Aremol, con l’obiettivo di realizzare un modello di Agenzia paragonabile a quelle europee come la Transport for London.

Sicuramente un compito impegnativo, per il settore nevralgico in cui opera, ma adatto ad una nuova generazione di “manager quarantenni” pronti ad assumersi le responsabilità che vengono affidate loro.

Lei ha creduto e crede molto in Piero Marrazzo come Presidente della Regione, cosa le ispira tanta fiducia nella sua gestione amministrativa? 

Marrazzo ha politica di forte pianificazione e allo stesso tempo un continuo confronto con la base che è l’humus vero della politica, oggi giocata troppo nelle segreterie e poco facendo leva sulle persone. Rappresenta una rinnovata garanzia di sviluppo politico programmatico formato da una rappresentanza condivisa da tutti che non è solo come pensano alcuni, una nuova opportunità di spartizione.

Quali sono le direttive sulle quali ha impostato la sua gestione dell’Aremol? 

I veri motori dello sviluppo del Lazio sono la Sanità e la Mobilità.

Per questo Marrazzo ha voluto rinnovare l’Agenzia, nata nel 2003, dandogli nuovi impulsi.

Il primo lavoro è stato ovviamente quello della Programmazione e Pianificazione.

Di concerto con l‘Assessorato alla Mobilità sono state redatte le linee guida del Piano Regionale della Mobilità dei Trasporti e della Logistica, per le quali è in atto una condivisione attraverso alcuni incontri con le province, comuni, associazioni di categoria, comitati e università.

Un grande lavoro di concertazione creato sulla spinta degli obiettivi dell’Assessore Fabio Ciani perché iniziasse, nel più breve tempo possibile, il nuovo asset, impostato sul modello innovativo di condivisione con tutte le parti in causa.

L’Agenzia Aremol è stata l’Ente incaricata a redigere questo piano ed in soli cinque mesi, grazie ad un Consiglio di Amministrazione veramente dinamico siamo riusciti, pur ereditando una situazione di assenza programmatica, ad impostare un quadro per lo sviluppo della Mobilità Regionale, individuando gli investimenti necessari, il potenziamento dei servizi e l’assetto gestionale. 

Quali sono le linee guida di questa pianificazione? 

Gli obiettivi del Piano, strumento complesso di programmazione, sono l’assetto del territorio, l’assetto trasportistico ed il sistema finanziario. L’assetto del territorio e quello trasportistico consistono in un miglioramento del Servizio di Trasporto Pubblico Locale e per questo, fra gli altri interventi, abbiamo pensato di riordinare il sistema di pagamento con l’emissione di un biglietto unico elettronico. Naturalmente per raggiungere questo risultato è necessaria la costituzione di una società consortile anche per riordinare il sistema di ripartizione dei ricavi in alcuni casi basato sul criterio del numero di vetture /Km offerto e sul numero di passeggeri trasportati. Questo riordino ci metterebbe in linea con le direttive comunitarie che prevede la liberalizzazione del Trasporto Pubblico Locale.

Inoltre sempre per migliorare il servizio, vorremmo istituire un ispettorato per la verifica dell’applicazione dei contratti di servizio con le aziende e aprire degli sportelli per il cittadino, non solo per accogliere proteste ma per avere suggerimenti su come migliorare il servizio.

Che ruolo hanno le Aziende in questo contesto riorganizzativo? 

La necessità di riorganizzare non è imputabile alle aziende di trasporto le quali hanno obbligatoriamente avuto una gestione impostata sul tamponamento delle emergenze.

Hanno fatto un grande sforzo per tentare di sopperire alle sofferenze.

Tuttavia la riprogrammazione è necessaria soprattutto se mira a nuove strategie di reperimento dei fondi e a metodi più snelli di investimento.

Dove non sono possibili rinnovamenti strutturali si tenterà comunque di gestire al meglio la mobilità potenziando gli asset che necessitano di un servizio migliore .

L’armonizzazione è alla base di tutto.

L’innovazione fondamentale per una migliore gestione spesso premiata dai fondi europei.

Come vi state muovendo in questo senso? 

Vorremmo attivare un servizio di infomobilità sulla base di quello già offerto dal Comune di Roma.

Una rete che crei un sistema di informazione su tutto il territorio e comunichi al cittadino tutte le notizie utili anche via SMS sul cellulare.

L’Agenzia si sta predisponendo per partecipare al Programma Comunitario Marco Polo II (2007-2013) che prevede azioni volte a realizzare un trasferimento reale, sostanziale e sostenibile del traffico merci dalla strada al trasporto marittimo, alla ferrovia o alle vie navigabili interne. Gli obiettivi posti dal progetto riguardano sia il potenziamento del trasporto intermodale sia quello di ottimizzare i metodi e le procedure di lavoro nella catena del trasporto merci.

In particolare i progetti verranno inseriti nel contesto europeo delle “Autostrade del Mare” secondo la direttiva che stabilisce che nel quadro dell’obiettivo generale di assicurare la mobilità sostenibile delle persone e delle merci, è opportuno istituire meccanismi di sostegno allo sviluppo delle autostrade del mare fra gli Stati membri per ridurre la congestione e/o migliorare l’accessibilità delle regioni e degli stati periferici o insulari, creando un percorso nel Tirreno dal Nord al Sud del Lazio sfruttando porti e interporti a scopi turistici e commerciali.

Quale sarà invece il futuro degli aeroporti?  

Il nostro obiettivo è mettere in sinergia i trasporti, sviluppare le aree con gli interporti, aprire collegamenti, pensando possibilmente a nuovi aeroporti per ampliare il traffico low cost, visto che Ciampino è al limite del collasso e Fiumicino dovrebbe invece avere delle possibilità per le nuove fasce di turismo dall’India, dalla Cina per le quali sono allo studio accordi bilaterali per nuovi collegamenti.

In definitiva l’intermodalità pura è alla base della programmazione, il collegamento delle strutture è ormai una necessità primaria per lo sviluppo di un territorio, è una grande opportunità non solo per il trasporto, ma per lo sviluppo economico l’incremento del PIL regionale. 

Quanti progetti riuscirete a mettere in campo con la notoria mancanza di fondi che attanaglia in questo momento il paese e di conseguenze le regioni che vivono con i trasferimenti dello stato? 

Abbiamo uno stanziamento di bilancio di un milione e novecentomila euro.

Non molto, ma i modi per reperire i fondi sui progetti sono molti, tramite project financing, tramite finanziamenti europei.

Certo necessitiamo di un ampliamento dell’organico in relazione agli obiettivi strategici posti.