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Jeff Onorato - Jeff Onorato: l

Lui dice che la svolta della sua vita è legata ad un episodio in fondo semplice. Ma se anche non fosse proprio così, E' il 1977, Gianfranco Onorato ha 25 anni ed esce dopo un anno di ospedale, il braccio e la gamba sinistra non gli servono più a nulla: il primo paralizzato e la seconda semi atrofizzata dopo l'asportazione di mezzo muscolo della coscia. Tutto per un terribile incidente di moto. Il traghetto per Olbia sta per attraccare, si accorge di avere i lacci della scarpe slegati e sorridendo chiede aiuto all'uomo che ha vicino: "Mi dà una mano, per cortesia?". E la risposta è il benvenuto del mondo dei normali: "E a me che me ne frega?". Oggi a 48 anni Gianfranco "Jeff" Onorato è diventato un acrobata dello sci nautico, campione mondiale di sci a piedi nudi nei campionati per disabili e addirittura 150esimo in Europa, davanti a una quarantina di atleti normalissimi. A lui hanno fatto inaugurare i mondiali di nuoto a Sidney, in Australia.

"E' così che è scattato il meccanismo" racconta. Perché poi dalla rabbia e dall'umiliazione ha imparato ad allacciarsele con una mano sola, le scarpe. Poi ha deciso di continuare a fare sport. Poi si è costruito la casa, mattone su mattone. E quando ha messo l'ultima tegola, dice, ha capito "che anche con un braccio solo e una gamba semi-inferma non c'erano limiti".

Prima dell'incidente sulla sua Mv Augusta 350, Jeff Onorato nell'isola de La Maddalena, in Sardegna dove è nato, vive per tre cose: sport, sport e sport. Inizia con il calcio: prima le giovanili, poi nell'eccellenza con il Palau e capitano ne La Maddalena. Gli basta? No: vince il campionato provinciale di pallavolo nei campionati studenteschi, fa gare di atletica nel fondo, quando non gareggia va in barca a vela, fa subacquea e quando cerca di entrare all'ISEF si fa notare anche nelle parallele e nel volteggio al cavallo. Tra un allenamento e una gara trova anche il tempo di sposarsi. Una vita di corsa. Fino al crack nelle sue vertebre quando un'auto lo investe in moto. Per molto tempo spera di recuperare il braccio. Non è così, è quell' "arrangiati" al porto di Olbia gli fa capire cosa lo aspetta.

Già che ci sono, pensa, tanto vale esagerare- racconta Jeff. "Mi sono buttato sulle discipline estreme. Fino ad arrivare alle gare di sci nautico a piedi nudi, roba per pochi. E quando mi hanno scelto per aprire i giochi di Sidney è stato un momento impossibile da definire". Ma come si fa a dimenticare che si ha un solo braccio utile, che puoi contare solo su una gamba? "La vita è una questione di atteggiamenti mentali - spiega Onorato - Santo cielo, lo so che sembra facile a dirsi, ma si può fare. E ci si arriva a piccoli passi, giorno dopo giorno. Anche quando ti dicono di no, che questo non lo puoi proprio fare. Certo ho un grande vantaggio: parto da una situazione che fa sembrare agli altri che io faccia molto...". Tutto qui? "Anche le filosofie orientali sono importanti: danno calma, relax e il coraggio di affrontare le zone d'ombra. Ah, e ho molta fede in Dio, in qualche modo ha voluto che questo fosse il mio destino". La difficoltà maggiore? "Che non esistono regole o leggi che organizzino la vita dei "diversamente abili", come chiamo io i disabili. Se provi a rompere questo muro, trovi insidie e ostacoli. Ma gli ostacoli vanno superati, non serve lo scontro".

Amante della propria Isola, dice che non la cambierebbe con nessun altro posto al mondo. Nel periodo estivo si dà sempre da fare per rimediare un lavoro che possa metterlo in condizione di soddisfare le sue piccole ambizioni personali, ma questo non gli impedisce di trovare il tempo di andarsene in giro con la sua barchetta a vela o di immergersi nei meravigliosi fondali che circondano l'Arcipelago.
 

Il messaggio di “Jeff”: come trasformare il disagio in opportunità

Comprendo che può sembrare solo il titolo ad effetto di uno spot, in realtà, quando accade, si configura come una formula magica, una specie di incantesimo che può anche trasformare, come accade nelle fiabe, un rospo in principe azzurro.

Sto parlando della mia vita, una “favola” in chiave moderna di cui io mi sento, certo con poca modestia, il protagonista.

Perdonatemi se non l’ho fatto prima, direi che in questo momento mi chiamo Jeff di nome e Onorato di cognome; mi esprimo così perché c’è stato un tempo in cui tutti mi chiamavano Gianfranco, ma questo accadeva prima ancora che io entrassi nella “fiaba”.

Mi corre l’obbligo, per dare un senso all'incantesimo al quale ho fatto riferimento, di dirvi che sono uno pseudo-ragazzo, superfiero di essere super-abile, che gironzola qua e là sul pianeta, riuscendo talvolta a mettere in seria discussione i principi dell’equilibrio e della fisica, con vari esperimenti che mi vedono o trainato da un potente motoscafo o impegnato a buttarmi giù da un ponte o da un aeroplano e ancora sorpreso a volteggiare su un deltaplano nell'infinito azzurro del cielo.

Sarebbe forse tutto molto scontato se io non fossi un “diversamente abile”, abile sì ma in maniera diversa. Se dovessi coniare una definizione scientifica reciterei così: soggetto con evidente riduzione della funzionalità fisica che si predispone con entusiasmo ad affrontare qualunque conseguente problematica, contando sull'utilizzo della fede, per chi la possiede, e della fiducia in se stessi.

La giusta interpretazione dei segni del destino mi ha consentito oggi di avere questa “forma mentis” che è uno strumento a mio giudizio straordinario, in grado di stravolgere la vita di chiunque.

So bene che la sostanza di questa considerazione può sembrare solo filosofica, un puro esercizio, prima mentale e poi dialettico, ma vi assicuro che trovando la forza di impegnarsi con costanza e determinazione ogni problema si dissolve come la neve al sole.

Avrei piacere, come spesso mi accade di fare durante i miei numerosi impegni pubblici, di raccontare in maniera esaustiva tutti gli accadimenti che mi spingono a proporvi le succitate considerazioni, in modo da poter conquistare, se mai ne fossi capace, la dovuta credibilità.

La finalità dunque di questo mio breve messaggio sta nel fatto che tutti indistintamente ci sentiamo legittimamente depositari dei giusti pensieri e delle corrette risoluzioni, ma la vera differenza si crea quando si deve passare dall'esercizio teorico alla fase pratica, quando dopo la presenza di un fondamentale ed imprescindibile momento di disagio si devono attivare quei meccanismi di autodifesa, che tutti certamente possediamo ma che troppo spesso non utilizziamo.

In questo meccanismo di confronto tra attacco esterno e difesa interna, è contenuto a mio giudizio il vero senso della vita, nel quale il valore della gioia sarà proporzionale alla sofferenza, la misura della creatività proporzionale ai bisogni, l’efficienza fisica all'amor proprio e all'ambizione. Tutte cose che insieme, inequivocabilmente, ci riconducono al valore della Vita stessa e all'obbligo che ogni individuo ha di lavorare a questo straordinario progetto, non perdendo mai la consapevolezza del tempo determinato, dei secondi che, inesorabilmente, si avviano verso il totale esaurimento.

E’ praticamente nulla la pretesa che i miei pensieri vengano condivisi, ma al contempo, è un’assoluta certezza che esercitandoli ho potuto trasformare le mie pseudo-disgrazie in vere e proprie opportunità, così, la mia vita è proprio come una “favola” dove i rospi a volte diventano principi azzurri.

Jeff Onorato

 

 

La vita di Gianfranco “Jeff” Onorato e legata all'incidente di moto che nel 1977, a 25 anni, lo rende “inabile” con un braccio paralizzato e una gamba semi atrofizzata dopo l'asportazione di mezzo muscolo della coscia. E cosi che il giovane sportivo, già campione provinciale di pallavolo, velista e subacqueo, decide di continuare a fare sport dedicandosi, pero, a quelli “estremi”fino ad arrivare alle gare di sci nautico a piedi nudi. Oggi non solo e campione mondiale nel campionato per disabili ma, si e classificato fra i primi 150 atleti europei “normalmente abili” ed e stato scelto dalla federazione italiana nuoto per inaugurare i mondiali di nuoto a Sidney, in Australia. Amante della propria Isola de La Maddalena, dice che non la cambierebbe con nessun altro posto al mondo. Nel periodo estivo si da sempre da fare ma questo non gli impedisce di trovare il tempo di andarsene in giro con la sua barchetta a vela o di immergersi nei meravigliosi fondali che circondano l'Arcipelago.