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Giuseppe Pizza - Dalla ricerca un contributo alla pace

Il tema scelto da Mareamico per il ventesimo anno di attività della Associazione (solidarietà ed amicizia tra i Paesi del Mediterraneo) anche se molto somiglia, ad un primo impatto, ad una dichiarazione di carattere politico, ben rappresenta lo spirito di una Associazione “atipica” che ha molto investito, specialmente negli ultimi anni, sul versante delle relazioni con gli altri Paesi del Mediterraneo  e nella ricerca di un impegno empatico finalizzato alla risoluzione di problemi comuni.

E’ fuori dubbio che l’uso razionale delle risorse naturali, lo sviluppo di tecnologie “amiche dell’ambiente”, l’uso condiviso delle conoscenza, l’allineamento progressivo delle regole, costituiscano altrettante facce dello stesso problema: come evitare ulteriori  manomissioni di beni che sono oggettivamente in comune e garantire uno sviluppo bilanciato, nuove opportunità di lavoro e di benessere, regolare i flussi migratori in modo da evitare pressioni antropiche insopportabili e favorire lo sviluppo di attività in situ.

La ricerca scientifica è oggettivamente al centro di tutte queste attività, sia che si tratti di preservare gli stock ittici sia che si tratti di garantire livelli di istruzione crescenti, soprattutto sul versante tecnico, sia ancora che si tratti di disciplinare e progressivamente impedire  le varie modalità di inquinamento, atmosferico e non.

L’Italia ha confermato, anche in occasione del recente “trattato” di amicizia con la Repubblica di Libia, la propria piena disponibilità, in sinergia con le iniziative  promosse dall’Unione Europea e con il Piano di azione strategica delle Nazioni Unite, a sostenere i programmi di miglioramento ambientale (depuratori, rifiuti, ma non solo), anche tenendo conto della tendenza in atto, del tutto generalizzata, ad un progressivo ed apparentemente inarrestabile spostamento delle popolazioni verso le aree costiere, che cosi divengono più “sensibili” delle altre perché sottoposte ad una pressione antropica talora davvero eccessiva.

I programmi di cooperazione  non si fermeranno al settore ambientale ma finiranno inevitabilmente per investire il settore culturale e scientifico (si pensi –per tutti- all’imponente patrimonio di beni sommersi!), quello della educazione (non solo ambientale), e della ricerca scientifica, all’interno di un quadro internazionale che vede l’Italia in prima linea, anche in riferimento alla sua specifica situazione geopolitica, alla sua Storia, alla sua tradizionale propensione verso il dialogo e la cooperazione.

La ricerca interviene anche nel settore dei trasporti e delle comunicazioni per favorire le soluzioni migliori, sia che si tratti di realizzare nuove infrastrutture (è ancora il caso della Libia) sia che ci si ponga l’obbiettivo di una generale riorganizzazione dei traffici. E se è ormai chiara l’aspirazione dell’Italia a diventare una vera e propria “piattaforma logistica” del Mediterraneo ed un vero punto di riferimento nel Mediterraneo per l’economia  globale marittima e quale location ottimale per l’insediamento dei grandi gruppi internazionali dello shipping, dall’altro emerge la necessità di una comune condivisione di obbiettivi e strategie.

Le giornate di studio di Mareamico (una Associazione –va la pena di ricordarlo- iscritta all’Albo della ricerca del mio Ministero) non mancheranno di fornire utili indicazioni anche da questo punto di vista. E’ l’augurio che formulo a nome mio personale e del Ministro Gelmini, confermando la piena disponibilità per future collaborazioni.

 

Giuseppe Pizza   Sottosegretario Ministero Istruzione e Ricerca Scientifica (MIUR)