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Augusto Navone - Area Marina Protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo
  1. Il contesto dell’area marina protetta

L’area marina protetta interessa la costa della Sardegna nord-occidentale da Capo Ceraso fino a Cala Finocchio e comprende le isole di Tavolara, Molara e Molarotto. È stata sottoposta a protezione per il valore naturalistico dell’ambiente marino e il livello di conservazione delle praterie di Posidonia oceanica, delle spugne policrome e dell’ittiofauna.

  1. Organizzazione e gestione

Identificata come area marina protetta di reperimento con la Legge n°979 del 31 dicembre nel 1982 è stata istituita nel 1997 con Decreto Ministeriale del 12 dicembre, ed in seguito modificato con Decreto ministeriale del 28 novembre 2001.

Il decreto contiene la perimetrizazione delle tre zone A-B-C (vedi cartografia allegata) a diverso livello di protezione e prevede che l’ente gestore debba essere affidato ad un consorzio dei tre comuni rivieraschi: Olbia, Loiri Porto S. Paolo e S. Teodoro, della Provincia Gallura. La gestione è affidata a un Consorzio costituito tra i Comuni di Olbia, Loiri Porto S. Paolo e S. Teodoro. L’ area marina protetta ha la sua sede legale presso il Comune di Olbia, in Via Dante 1 07026 Olbia, e la sede operativa in Via Porto Romano n. 8 ad Olbia tel. 0789/203013 tel. 0789/204514 e-mail: consorzio@amptavolara.191.it

Il sito internet e’ in fase di attivazione. Le zone A dell’area marina protetta sono delimitate da segnalamenti marittimi (boe gialle a mare e miragli gialli a terra). È previsto l’allestimento di una sede definitiva dell’area marina protetta e l’attivazione di tre centri visite nei territori comunali di Olbia, Loiri Porto S. Paolo e S. Teodoro. La cartellonistica informativa e la segnaletica direzionale sono in fase di installazione.

  1. Attività di tutela e valorizzazione dell’ambiente marino-costiero

L’area marina protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo possiede al suo interno, un “sito di interesse comunitario (S.I.C.) rete Natura 2000”, Stagno di S. Teodoro e tre zone Z.P.S. (Zone di Protezione Speciale), l’isola di Tavolara, Molara, e Molarotto (codice identificativo IT010010, D.M. 03/04/2000 allegato B, direttiva CEE 79/409 e 92/43/CEE).

La creazione della rete Natura 2000 è, infatti, prevista dalla direttiva europea n. 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla “conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”, comunemente denominata direttiva “Habitat”. L’obiettivo della direttiva è  più vasto della sola creazione della rete, avendo come scopo dichiarato di contribuire a salvaguardare la biodiversità. L’accoglimento della direttiva è avvenuto in Italia nel 1997 attraverso il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357.

Nell’allegato I della direttiva CEE 92/43 vi sono degli habitat di particolare rilievo per l’area marina protetta.

Al fine di tutelare le biocenosi dei fondali e disincentivare l’ancoraggio, l’area marina protetta ha attrezzato alcuni campi ormeggio: sono presenti 11 gavitelli biconici, per natanti e imbarcazioni dei centri d’immersione, e 4 boe cilindriche per imbarcazioni e navi trasporto passeggeri. È in fase di realizzazione il progetto "Ecoporto", per la raccolta e la gestione dei rifiuti liquidi prodotti dalle unità da diporto nei porti e negli approdi turistici ricadenti nei comuni dell'area marina protetta. Sono stati inoltre concessi incentivi ai residenti per la diffusione di motori fuoribordo a ridotte emissioni, in linea con la direttiva 2003/44/CE, in sostituzione dei fuoribordo a due tempi, avviati alla demolizione. Tale iniziativa verrà riproposta nel 2005.

Inoltre l’ente gestore ha ottenuto la certificazione ambientale EMAS II dell’area marina protetta che si è concretizzata con l’acquisizione  della certificazione ambientale ISO 14.0000.

Il progetto “Ecocoste” prevede infine la realizzazione di interventi di restauro ambientale e ingegneria naturalistica lungo alcuni tratti di costa dell’area marina protetta, soggetti a fenomeni di erosione.

  1. Flora e fauna di particolare interesse conservazionistico all’interno dell’area marina protetta.

La flora di Tavolara, affine a quella delle montagne calcaree del settore orientale sardo , è costituito da 463 entità, appartenenti a 71 famiglie di cui ben 34 sono endemiche. Nell’isola di Tavolara si ritrovano piante che in altre zone montane sono particolarmente rare. L’importanza naturalistica di queste isole è dovuta  non tanto alla loro ricchezza floristica quanto all’abbondanza delle piante endemiche che esse annoverano.

Tra le 34 piante endemiche presenti, ben 7 meritano particolare menzione perché conferiscono al biotopo una notevole importanza scientifica. Questo è dovuto al fatto che l’isola di Tavolara è il loro locus classicus , cioè la località da dove proviene la  pianta che è stata descritta come nuova per la scienza dall’autore che l’ha scoperta, e che opportunamente conservata in un erbario ne diventa il typus. (pianta di riferimento). Le piante che hanno il locus classicus a Tavolara sono:

 

Alyssum tavolarea: specie endemica dell’isola di Tavolara, dove vive nelle zone culminari, e dei monti calcarei di Oliena ed Orgosolo, nella Sardegna centrale.

Limonium hermaceum:è una pianta esclusivamente calcicola, segnalata per la prima volta per l’Isola di Tavolara , e successivamente anche per Figarolo ed il Golfo di Orosei.

Asperula deficiens: endemismo esclusivo di Tavolara, è in assoluto la pianta più rara, dato che in tutto il mondo vive solo sulle rupi del versante settentrionale dell’isola.

Cephalaria mediterranea: presente sulle rupi calcaree di Tavolara e della Sardegna centro orientale.

Campanula Forsythii: pianta montana, endemica dei calcari centro orientali della Sardegna e di Tavolara.

Buphtalmum inuloides: raccolta per la prima volta nelle fessure delle rupi dell’isola, è stata successivamente rivenuta anche nell’isola di Budelli, Capo Testa e nelle isole di Mortorio e Molara.

Centaurea filiformis: endemica delle zone calcaree della Sardegna orientale da Capo Figari e Tavolara sino a M. Arbu di Seui è specie rupestre, amante di esposizioni non troppo assolate, ma capace di tollerare un’ampia variazione di altezza, dal livello del mare fino a 1200 metri.

L’isola Tavolara è l’unico sito in cui l’areale di questa specie viene a contatto con quello della Centaurea horrida, altro endemismo sardo localizzato esclusivamente nella Nurra (Sardegna nord-occidentale) e nelle isole Asinara e Tavolara, e unica specie protetta della Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE).

Tra gli uccelli che in queste isole trovano un habitat favorevole abbiamo: il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis ), sicuramente  una delle presenze più numerose e caratteristiche di questa zona. La berta maggiore (Calonecrtis diomedea ) e la berta minore (Puffinus puffinus ), sono gli uccelli più numerosi nell’arcipelago di Tavolara, con rispettivamente 600-700 coppie nidificanti. Proprio per l’alta presenza di questi uccelli l’isola di Tavolara è stata anche inclusa tra le aree di importanza internazionale nella <<Dichiarazione di Alghero >> del 1986. Gli altri uccelli che occupano tutte le isole dell’area marina sono gli onnipresenti gabbiani: gabbiano corso (Larus audounii ), gabbiano comune (Larus ridibundus ) e il gabbiano reale (Larus arentatus ).

Altre specie legate all’ambiente di falesia sono il falco pellegrino (Falco peregrinus), anch’esso di interesse internazionale, il gheppio (Falco tinnunculus ), il corvo imperiale (Corvus corax ) ecc. Il falco pescatore (Pandion haliaetus ), è ormai un ospite occasionale dei vicini stagni costieri. Agli ambienti di macchia mediterranea sono legati l’occhiocotto, la magnanina, il saltimpalo e molti altri uccelli mediterranei. Di fondamentale importanza per altre specie di uccelli sono gli stagni e le lagune costiere, come ad esempio lo stagno di S. Teodoro. In questo stagno si trova un avifauna caratteristica delle aree costiere. Uno degli uccelli che sicuramente è il più rappresentativo di queste zone è il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber ).

 

Insieme alla prateria di Posidonia oceanica, i fondi marini sono caratterizzati da valori di variabilità ecologica tra i più elevati in mare. Le biocenosi presenti sono, dominati per lo più da organismi sessili (alghe, animali coloniali, invertebrati, ecc.). Inoltre i fondi duri litorali fino ad una quarantina di metri di profondità sono quelli più interessanti per il turismo subacqueo, un’attività eco-compatibile di grande importanza socio-economica per l’area marina protetta. Tra le specie marne di particolare interesse abbiamo: Patella ferruginea, con una sua alta presenza nell’isola di Molara e Molarotto, specialmente nella parte nord e nella parte est delle isole, è uno di quegli organismi che fanno parte della Direttiva Habitat (92/43 CEE allegato IV). L’alga sicuramente più caratteristica è la corallinacea Lithophyllum lichenoides, conosciuta anche come “trottoir”, il riccio di mare Centrostephanus longispinus, l’unico rappresentante mediterraneo della famiglia diadematidi. Questo echinoderma, insieme al decapode Scyllary latus (magniosa o cicala di mare) e al bivalve Lithophaga lithophaga (dattero di mare) fanno parte degli animali marini protetti dalla Direttiva Habitat (92/43 CEE).

I fondali di Punta del Papa (Tavolara) e Punta Arresto (Molara) sono ricchi di gorgonacei, tra questi abbiamo: Paramuricea clavata, è la specie più conosciuta dai subacquei, Eunicella cavolinii, Eunicella Singularis e Eunicella verrucosa, entrambi di colore bianco distinguibili dalle forme diverse. Tra i numerosi anfratti di queste scogliere si possono trovare numerosi pesci, come la murena (Muraena helena) il grongo (Conger conger) e le numerose cernie (Epinephelus marginatus). Un altro organismo di particolare interesse e protetto dalla Direttiva Habitat (92/43 CEE allegato IV) è Pinna nobilis il più grosso bivalve del mediterraneo. Tra i pesci più comuni da avvistare abbiamo i grossi banchi di Ricciole (Seriola dumerili) e di Leccia (Lichia glauca), che nel periodo primaverile si avvicinano sottocosta, e non è difficile avvistarle nei dintorni di Molarotto,  alla caccia di piccoli pesci.

  1. Attività di promozione e comunicazione

Sono stati realizzati interventi di comunicazione e pubblicazione, relativi in particolare alle regole dell’area marina protetta e al disciplinare provvisorio adottato dalla locale Capitaneria di Porto.

  1. Le strategie e gli obiettivi della protezione

Il 2004 è stato l’anno del primo Programma di Gestione programmato da Consorzio di Gestione dell’ A.M.P. di Tavolara, condiviso con parere favorevole dalla Commissione di Riserva, che ha avviato nuovi progetti in fase di attuazione.

I progetti riguardano l’Educazione ambientale con tre interventi  dedicati alle scuole elementari e medie del territorio. I “piccoli passi nel blu” riguardano l’attivazione di percorsi di snorkeling progettati dai ragazzi delle scuole medie, che verranno seguiti nella fase di alfabettizzazione acquatica in piscina dagli istruttori subacquei che fanno parte  dall’ Associazione dei Diving dell’ AMP di Tavolara.

“L’ecologia dello stagno” che ha come scenario lo stagno di S. Teodoro, riguarda i bambini delle scuole elementari e materne dei comuni consorziati.

L’attività di ricerca si concentra sul fenomeno invasivo determinato dall’ingresso della Caulerpa taxifolia nelle acque prospicienti l’AMP con l’attivazione di una cartografia di rischio e relativo periodico monitoraggio sulla sua presenza nell’ Area Marina.

La cartografia verrà realizzato su un supporto GIS anch’esso finanziato con il piano di gestione 2004.

Inoltre il Consorzio di Gestione ha concluso positivamente la propria candidatura sul programma POR Sardegna 2000-2006 misura 1.5 Rete ecologica regionale, con il conseguimento di un finanziamento di 2.000.000 di euro che verranno destinati ai seguenti interventi: Percorsi naturalistici nello stagno di S. Teodoro. Percorsi naturalistici destinati ai disabili nel litorale di Porto S. Paolo. Ristrutturazione di un pontile sull’isola di Tavolara. Acquisto e ristrutturazione di un immobile sull’isola di Tavolara da adibire a centro visite. Rete di telesorvegliaza Wriless dell’ AMP di Tavolara. Allestimento e arredi della sede centrale dell’ AMP, in corso di ristrutturazione con fondi del Ministero dell’ Ambiente e tutela del territorio (palazzo di 1.200 mq nel centro storico di Olbia). Allestimento del Centro documentale dell’ AMP presso il Museo del Mare  di S. Teodoro. Ristrutturazione del cordone dunale dello Spalmatore di Terra a Tavolara con la predisposizione di un percorso naturalistico dedicato all’educazione ambientale. Allestimento del centro visite di Porto S. Paolo.

Recentemente è stato approvato il Piano di Gestione 2005 che prevede numerosi interventi sul sistema ambientale.

I più significativi risultano: La pulizia dei fondali dell’ AMP, la bonifica di rifiuti solidi urbani sull’Isola di Tavolara, la realizzazione di percorsi di snorkeling, lo studio sullo sviluppo sostenibile del turismo subacqueo nell’ AMP, il progetto di tutele della biodiversità legata alla presenza della Podarcis tiliguerta ranzii, il monitoraggio dell’avifauna marina dell’AMP.

  1. Piano di Gestione e Regolamento

Attraverso l’utilizzo di fondi POR misura 1.5 “Rete ecologica Regionale” il consorzio di gestione dell’AMP ha avviato la redazione del piano di gestione e regolamento dell’area. Per tale attività sono stati convenzionati i seguenti dipartimenti universitari: DIPTERIS (dipartimento per lo studio del territorio e delle sue risorse, università di Genova), DISTER ( dipartimento scienze della terra università di Cagliari), DBA (dipartimento di botanica ed ecologia vegetale, università di Sassari), DBAG (dipartimento di biologia generale e genetica, università di Firenze) e Dipartimento Struttura Servizi Generali Facoltà di Economia Università di Sassari.

Il piano di gestione verrà redatto dall’ufficio di piano dell’AMP sotto il coordinamento del direttore.

Tutti questi progetti, concorrono all’obbiettivo primario dell’attività dell’Ente Gestore: affermare la possibilità di conservare una risorsa naturale di valore inestimabile senza ridurre le possibilità di sviluppo.

Tale prerogativa viene costantemente perseguita attraverso un sistema di relazioni complesse con i vari portatori d’interesse che vengono costantemente consultati anche per le decisioni a loro più sfavorevoli.

La comunicazione costante e la chiarezza nel perseguire gli obbiettivi di gestione, sta di fatto producendo una graduale ma decisa approvazione del lavoro del Consorzio di Gestione dell’ AMP di Tavolara.

 

AMP Tavolara Punta Coda Cavallo

Il Direttore - Dr.  Augusto Navone