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Arturo Mannino - Acquacoltura d

Quando si parla d’acquacoltura il pensiero è rivolto quasi unicamente a branzino e orata per quanto concerne l’acqua salata e al salmone e marginalmente alla trota nell’ambito dulciacquicolo (sebbene in realtà il salmone sia ingrassato in mare).

Inoltre nell’immaginario collettivo l’allevamento del pesce avviene nei grandi impianti a mare mentre solo chi è legato agli ambienti del centro-nord Italia ha in mente gli allevamenti di trote nelle grandi raceways costruite deviando i corsi d’acqua fluviali. L’acquacoltura è anche molto altro rispetto a questi due macro modelli certamente molto diffusi, ovvero l’allevamento in gabbia e in raceways di queste quattro specie.

In Sicilia sta lentamente prendendo forma un nuovo tipo d’acquacoltura di cui Ittica siciliana, l’azienda di cui il sottoscritto è titolare, e Mangrovia di Lorenzo Cannella, con cui collaboro, sono esempi lampanti.

Parliamo di aziende piccole, nate in una regione in cui il prodotto ittico d’acqua dolce è quasi sconosciuto se non in piccoli centri legati a una cultura fluviale o lacustre. La forza di questi seppur piccoli allevamenti sta in alcuni elementi chiari nel processo produttivo e nel mercato di riferimento:

- Ittica siciliana si occupa di riproduzione e vendita di avannotti di alcune delle specie di maggior

interesse quali il persico trota, il persico reale e la tinca ed è l’unica avannotteria di tali specie in

tutto il sud Italia, aprendosi quindi a un ampio mercato in rapida crescita;

- Ittica siciliana è assolutamente eco-friendly in quanto sfrutta l’energia solare per produrre corrente elettrica e riscaldare l’acqua, raccoglie ed utilizza l’acqua piovana e usa l’acquaponica per

fitodepurare le acque a ricircolo dell’impianto riducendone al minimo il consumo;

- Parte del pesce riprodotto viene ingrassato in piccole gabbie galleggianti con costi di gestione

incredibilmente bassi, si tratta di uno dei pochissimi casi, se non l’unico, di allevamento in gabbia in acqua dolce in Italia;

- Mangrovia è un’azienda che si occupa di acquaponica allevando il pesce prodotto da Ittica siciliana in un sistema totalmente a ricircolo che viene depurato da piante alimentari che si nutrono proprio degli scarti del pesce; grazie a tale sistema si ha un impatto ambientale pari quasi a zero che produce prodotti di eccellente qualità;

- I prodotti agricoli e ittici vengono venduti in una nicchia di mercato attenta al processo produttivo e alla qualità superando la diffidenza verso specie poco diffuse fino ad adesso sul territorio regionale e dimostrando un grande interesse e una grande fiducia per tali processi innovativi.

Questi elementi, legati all’unicità della tipologia di impianti in tutto il sud-Italia, alla grande attenzione per la sostenibilità ambientale, alla qualità dei prodotti ittici ed agricoli, pongono tali esempi di aziende siciliane come interessante spunto di riflessione sulle potenzialità dell’acquacoltura d’acqua dolce.

Sebbene ancora siano pochi gli allevamenti in produzione nella nostra Regione e il mercato vada ancora esplorato e costruito con maggiore forza e attenzione, le prospettive di crescita sono concrete e già oggi stanno dando lavoro ad alcuni giovani imprenditori. Sono tanti coloro che non si stanno rassegnando all’idea che la Sicilia sia una regione destinata alla desertificazione ambientale e sociale e che l’unica via per produrre profitto sia quella dello sfruttamento massiccio delle risorse ambientali: l’esperienza delle due aziende citate ci conferma che l’attenzione per l’ambiente, per gli animali allevati e per un consumatore sempre più attento a tali tematiche possono essere la chiave per una acquacoltura d’acqua dolce sostenibile.

Quanto emerso dal congresso in termini di riduzione degli stock ittici marini, di riduzione delle flotte pescherecce legate alla piccola pesca, di aumento sensibile dei livelli di inquinamento dei mari, fortifica notevolmente il ruolo dell'acquacoltura d'acqua dolce. Essa, in quanto indipendente dal sistema ecologico marino, è immune alle problematiche ambientali di cui tanto si parla. Ciò si realizza a condizione che siano rispettati alcuni punti fondamentali per la depurazione delle acque in uscita dagli impianti; l'uso di tecnologie di fitodepurazione che si avvalgano dell'acquaponica rendono il processo di depurazione non una spesa ma una nuova fonte di profitto per l'azienda che può vendere prodotti agricoli di qualità con costi di produzione sensibilmente più bassi rispetto alle tradizionali tecniche di coltivazione in suolo.

L'uso di tale tecnica andrebbe incentivata e promossa.

 

Arturo Mannino

Ittica siciliana di Arturo Mannino arturo.mannino@hotmail.it, 3488966113