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La
laguna di Orbetello
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- La laguna di Orbetello, ieri,
oggi e domani – Proposte ed Indicazioni
- ( Approvata la “Carta di
Orbetello” )
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10 e 11 Maggio
2009-09-18
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| In collaborazione
con il Comune di Orbetello e con l’Università di
Siena, l’Associazione Mareamico ha promosso e
realizzato un Convegno sulla Laguna di Orbetello. |
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Al Convegno, preceduto da
un’attività sul campo (visita di
studio) hanno partecipato
importanti personalità del Mondo
politico,accademico,
scientifico, economico. Tra gli
altri il Ministro per le
Infrastrutture ed i Trasporti e
Sindaco di Orbetello Sen. Altero
Matteoli e l’Assessore Regionale
all’Ambiente della Regione
Toscana Anna Rita Bramerini. |
 
Ministro Altero Matteoli
Anna Rita
Bramerini
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- Di seguito la sintesi
dell’indirizzo di saluto
- del Presidente
di Mareamico On. Roberto Tortoli ;
- del Ministro Altero Matteoli
;
- dell’Assessore
Regionale all’ambiente ;
- del direttore ARPAT
Toscana dott.sa Sonia Cantoni ;
- del Presidente del
Cenis On. Giuseppe ( Pino) Lucchesi ;
- del Rettore Magnifico
dell’Università di Siena Prof. Silvano
Focardi
- nonché le
conclusioni del
- Dott. Plinio Conte
Vice. Direttore Ministero Risorse
Agricole
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- Intervento
di Roberto Tortoli – Presidente
di Mareamico
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Non è casuale né improvvisata la
scelta di Mareamico per questa
intensa giornata di riflessione
sullo stato di salute della Laguna
di Orbetello, sulle prospettive e
sulle azioni future, sulle
iniziative da assumere per
assicurare una corretta
compatibilità tra attività
antropiche (penso soprattutto al
Turismo) e salvaguardia ambientale,
essendo la seconda, per gran parte,
premessa delle prime.
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Dobbiamo alla cortesia del Ministro
Altero Matteoli, ed alla sua
disponibilità manifestata fin dagli
inizi, il realizzarsi delle
condizioni che ci permettono oggi di
ascoltare insigni studiosi e mettere
le loro opinioni a confronto con i
Responsabili delle Istituzioni, con
particolare riguardo al Governo
Centrale qui autorevolmente
rappresentato ed alla Regione
Toscana, qui presente con
l’Assessore Regionale all’ambiente
Dott.ssa Anna Rita Bramerini.
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Come emerge dal programma questa
giornata di Studio è stata preceduta
da una “attività sul campo” che ha
consentito ai nostri ospiti di
prendere atto delle più
significative attività che
interessano questo delicato e
sensibile territorio nonché della
particolare bellezza del luogo,
impreziosita da importanti presenze
storiche, culturali, ambientali –
presenze che fanno della laguna di
Orbetello un “unicum” irripetibile.
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E’ nostro intendimento, sulla base
degli interventi e del dibattito che
seguiranno, proporre un “Documento
Conclusivo” che riassuma le
indicazioni emerse e
serve
quale elemento indicatore e di
proposte per le azioni future, un
documento che vorremmo sin d’ora
chiamato “Carta di Orbetello”.
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Per me – da poco
Presidente di Mareamico – è questa
anche una occasione per presentare
nel suo ventesimo anno di attività,
una Associazione sempre più
importante nel panorama italiano ed
europeo; è ringraziare Pino Lucchesi
che mi ha preceduto in questo
incarico, per il lavoro svolto che è
alla base mio e del nostro impegno
futuro.
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- - Del Ministro
Matteoli
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- Intervento
di Altero Matteoli
- Ministro
delle Infrastrutture e dei
Trasporti e Sindaco di Orbetello
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- La salvaguardia
ambientale è un’esigenza ormai
radicata nella pubblica opinione,
sempre più consapevole della
necessità di tutelare un bene così
importante come l’ambiente e
trasmetterlo alle future
generazioni.
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Questo concetto, alla apparenza
semplice ed elementare, è riuscito a
farsi strada malgrado le
estremizzazioni ideologiche che
spesso hanno contraddistinto il
dibattito nella complessa materia
ambientale; ed alla fine ha prevalso
l’idea che da una corretta visione
antropocentrica non possono che
derivare conseguenze positive per
l’ambiente, non più considerato come
un bene intangibile da conservare in
un teca di cristallo ma come un bene
utile per l’uomo, il quale assume
anche precise responsabilità al
riguardo.
-
Naturalmente sono contento che
Mareamico ed il suo Presidente On.
Roberto Tortoli abbiano scelto
Orbetello come tappa delle loro
meritorie riflessioni,
contraddistinte da un raro rigore
scientifico (né potrebbe essere
diversamente con un Presidente del
Comitato Scientifico come l’amico
Prof. Giuseppe Cognetti, “maestro”
per tanti di noi, studiosi e non).
-
Partecipo volentieri a questo
convegno non dimenticando di essere
stato, per ben tre volte, Ministro
dell’Ambiente, incarico che mi ha
consentito, a più riprese, di
intervenire e dare indicazioni sulla
situazioOggi intervengo anche come
Sindaco di Orbetello assicurando
nella doppia veste di Esponente del
Governo e di Sindaco, la massima
attenzione per le indicazioni che
scaturiranno – e la piena
disponibilità a collaborare con le
alte Istituzioni interessate, a
cominciare dalla Regione Toscana,
qui presente con l’Assessore Anna
Rita Bramerini.
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- -
Dell’Assessore
Regionale all’ambiente
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Intervento Anna Rita
Bramerini – Assessore
all’Ambiente Regione
Toscana
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Anch’io desidero esprimere –
a nome della Regione Toscana
– il più sincero
ringraziamento all’On.
Roberto Tortoli ed alla sua
Associazione Mareamico per
aver assunto l’iniziativa di
questo Convegno che mette a
confronto studiosi di
eccellente livello,
esperienze locali ed
internazionali, azioni
assunte e da assumere.
-
Penso,
in linea generale, che ormai
siano maturi i tempi, dopo
tanti interventi, spesso
contraddittori o assunti in
situazioni di emergenza, per
pensare ad un “Soggetto
Unitario” che riassuma tutte
le competenze oggi suddivise
fra “Commissario del
Governo” ed una miriade di
Enti ed organismi non
particolarmente tra loro
coordinanti, con
sovrapposizioni e contrasti
spesso difficili da
comporre; e che questa
innovazione operativa debba
realizzare in un quadro di
collaborazione tra il
Ministero dell’Ambiente e le
altre istanze, a partire –
ovviamente – dalle
Istituzioni locali.
-
Oggi ci troviamo a discutere
di una area particolarmente
delicata e “sensibile”, una
area nella quale diverse
esigenze e prospettive si
intersecano, talvolta in
sinergia positiva, tal altre
con frizioni difficili da
ricomporre.
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Come è noto non sono mancati
in passato esempi di
manomissione ambientale che
hanno provocato non pochi
danni. Oggi la situazione
della laguna di Orbetello,
dal punto di vista
ambientale, è
progressivamente migliorata,
ma molto resta ancora da
fare, altre risorse sono
necessarie, mentre non
saranno mai abbastanza le
azioni di controllo e di
monitoraggio.
-
La Toscana (posso qui
assicurare il Ministro Matteoli nonché l’On.
Tortoli che è anche Vice
Presidente della Commissione
Ambiente della Camera dei
Deputati) farà la propria
parte sia nella attuale fase
che nelle fasi successive.
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Siamo molto
interessati ai contenuti ed
alle indicazioni del
dibattito odierno e posso
sin d’ora assicurare la
massima attenzione per il
vostro “Documento
Conclusivo”.
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-
- -Del direttore
ARPAT Toscana dott.sa Sonia Cantoni
-
- Il
punto di vista di Arpat
-
Dott.ssa
Sonia Cantoni –
Direttore Generale Arpa
Toscana
-
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L’Agenzia nel
corso di questi ultimi anni
ha seguito con grande
impegno le problematiche
della laguna di Orbetello,
attraverso la sua struttura
dipartimentale provinciale e
l’Area Mare. Si tratta di
una zona con evidenti,
singolari potenzialità e
altrettante criticità di
carattere ambientale: la
laguna è classificata fra le
"Aree sensibili" di cui
all'art. 91 del D.Lgs n.
152/2006, parte terza; è
sito di interesse
comunitario (SIC), Area
Ramsar Zona di Protezione
Speciale (ZPS) ai sensi
della Dir. CEE 79/409.
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Lo stato di
emergenza ambientale
dell’ambiente lagunare è
stato riconosciuto
attraverso l’istituzione di
un Commissario per
l’emergenza individuato
mediante appositi DPCM, e la
laguna è considerata, anche
nel PRAA 2007-2010, “zona di
criticità ambientale”.
Rappresenta infatti un corpo
idrico eutrofizzato a debole
ricambio, soggetto,
periodicamente, a crisi
distrofiche.
-
L’Agenzia ha
svolto la propria attività
istituzionale obbligatoria
attraverso:
- 1.
il supporto istruttorio
al Commissario per
l’Emergenza lagunare e
al MATTM in relazione
alla procedura di
bonifica del SIN “Ex
SITOCO”. Il SIN è stato
esteso, a partire dal
2007, a tutto lo
specchio lagunare;
- 2.
l’attività di
monitoraggio della
laguna in qualità di
“corpo idrico
significativo” per conto
della Regione;
- 3.
il controllo degli
scarichi degli impianti
di itticoltura;
- 4.
il controllo degli
scarichi provenienti
dagli impianti di
trattamento delle acque
reflue urbane;
- 5.
controllo delle acque
di balneazione
all’esterno dell’area
lagunare.
-
L’Agenzia ha, altresì,
garantito il supporto
tecnico-scientifico al
Commissario della laguna
per le seguenti attività
non obbligatorie:
- 1.
gestione e validazione
dei dati provenienti
dalla rete fissa di
monitoraggio della
qualità delle acque
lagunari (9 centraline
per il rilevamento in
continuo dei principali
parametri chimico-fisici
e idrologici);
-
2. supporto e consulenza
al Commissario per la
gestione del ricambio
forzato delle acque in
laguna.
-
Oltre alle
attività di controllo,
l’Agenzia ha svolto attività
di ricerca scientifica
applicata in ambito
lagunare, utili per meglio
conoscere e far conoscere
questo ambiente e le sue
risorse, per la
classificazione ittica delle
acque e per la redazione dei
Piani Provinciali di
Gestione.
-
Gli argomenti
hanno riguardato l’utilizzo
dei batteri eterotrofi, come
indicatori per la
valutazione dello stato di
qualità ambientale, studi
sulla valutazione dello
stato trofico mediante prove
di crescita algale, studi
sul fitoplancton.
-
Si cita, tra
l’altro, uno studio
realizzato all’inizio degli
anni ‘90 dagli esperti ARPAT
dell’Area Mare (allora CRIP
– Consorzio Regionale di
Idrogeologia e Pesca della
Regione Toscana), con
l’obiettivo di valutare
l’attività di pesca e il suo
impatto sulle risorse
sfruttate. Fu scelto, ai
tempi, un modello – Europath
di Christiensen e Pauly
(1990), particolarmente
versatile. Al di là dei
risultati conseguiti, che
sarebbe utile aggiornare,
questo o un simile modello
potrebbero – in versione
previsionale – fornire anche
indicazioni sulla gestione
di questo prezioso ambiente
e delle sue risorse.
-
Prospettive
-
Lo stato di
contaminazione della laguna,
confermato dall’estensione
del SIN richiede
l’attuazione delle azioni
previste dall’ADP ed il
completamento delle
procedure di bonifica
presso l’area Ex-SITOCO.
-
Lo stato
costante di eutrofizzazione
richiede il mantenimento di
attente politiche
gestionali, attualmente
svolte dagli uffici
commissariali, rivolte a
prevenire le crisi
distrofiche. Le pratiche
attuali di rimozione delle
macroalghe e del ricambio
forzato delle acque hanno
dimostrato essere efficaci
per mitigare gli effetti
delle crisi distrofiche. Di
notevole importanza il
mantenimento dell’attuale
gestione delle acque reflue
urbane che impedisce la loro
ulteriore immissione in
laguna.
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-
- - Del Presidente del
Cenis On. Giuseppe ( Pino) Lucchesi
-
- La
Laguna di Orbetello:
l’approccio ambientale
-
On. Pino Lucchesi –
Presidente Ce.N.I.S.
-
-
Intervengo
volentieri a questo convegno
nella veste di Presidente
del Centro Nazionale
Iniziative Sociali (Ce.N.I.S.)
-
Il Cenis
nasce nel 2005 per l’impegno
mio e di altri amici che
avevano condiviso la mia
esperienza quale Presidente
del Comitato
Interministeriale per le
Certificazioni Ambientali
Europee EMAS ed Ecolabel e
dal comune desiderio di non
disperdere un importante
patrimonio di conoscenze e
di rapporti da incanalare –
incarichi formali o no –
nella prospettiva del
continuo miglioramento
ambientale di prestazioni e
qualità dei prodotti.
-
Questo filone
principale di attività ha
trovato, sin dall’inizio,
una sua sponda naturale
nella promozione di
iniziative nel “sociale” e
presto si è scoperto che
spesso e volentieri i due
aspetti costituivano le
facce di una stessa
medaglia, essendo le
condizioni sociali quasi
sempre alla base di impegni
ambientalmente coerenti.
-
Questi
indirizzi di fondo ben si
sposano con la necessità
presenti in generale sul
territorio ed in particolare
sull’area lagunare (di
Orbetello) alla quale oggi
dedicheremo le nostre
riflessioni.
-
E’ fuori di
dubbio che – nel caso della
laguna di Orbetello – si
tratti di una zona dalle
caratteristiche particolari,
una zona tra le più belle
del nostro Paese, da
“maneggiare con particolare
cura ed attenzione”.
-
La
conservazione delle attività
economiche in essere e la
valorizzazione turistica
dell’area costituiscono – a
giudizio del Cenis – due
facce della stessa medaglia.
Del pari ulteriori azioni di
miglioramento gestionale ed
operativo non possono
prescindere dall’obbiettivo
di rilancio da tutti
auspicato.
-
Da questo
punto di vista, per
realizzare un vero e proprio
“salto di qualità”, da tutti
finora soltanto enunciato, è
necessario mettere in campo
un mix di azioni che in
maniera sinergica concorrono
allo stesso obbiettivo.
-
In
concreto, a giudizio del
Cenis, il Comune di
Orbetello dovrebbe
rapidamente iniziare il
percorso per ottenere la
Registrazione Ambientale
Europea EMAS, adottando in
contemporanea tutte le
procedure e le azioni a
questa correlata
(depuratori, acquisti verdi,
raccolta differenziata dei
rifiuti, ecc..). In
parallelo sarebbe di grande
utilità (anche
al fine di
esercitare una maggiore
attrazione verso il turismo
dei Paesi del nord Europa)
una attività seria di
promozione del marchio Ecolabel per le strutture
turistiche e recettive,
nonché l’idea di una
valorizzazione “garantita”
dei prodotti tipici
dell’area, incluso il pesce,
con una certificazione di
filiera atta a garantire
qualità ed affidabilità.
-
Questo per
non rimanere nel vago e dare
indicazioni su azioni
concretamente attivabili.
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-
- - Del Rettore Magnifico
dell’Università di Siena Prof. Silvano
Focardi
-
-
Attuale situazione
ambientale della
laguna di Orbetello
-
Silvano Focardi,
Monia Renzi
-
1Dipartimento
di Scienze Ambientali,
Università degli Studi di
Siena, Via P.A. Mattioli n.
4, 53100, Siena
2Centro
Ricerche di Ecologia
lagunare, pesca ed
acquacoltura (Ecolab), Polo
Universitario Grossetano,
Università di Siena a
Grosseto, via Lungolago dei
Pescatori s.n., 58015
Orbetello (GR).
-
e-mail:
focardi@unisi.it;
renzi2@unisi.it
-
La laguna di
Orbetello caratteristiche
generali e problematiche
ambientali
-
La Laguna di Orbetello
(2.525 ha, Toscana
meridionale) rappresenta uno
dei più importanti bacini
salmastri Italiani (Sito
Natura 2000: cod.
IT51A0026). Definita come
zona p-SIC (Sito di
importanza comunitaria) e
ZPS (Zona di protezione
speciale EUAP0127) è
classificata area umida di
interesse nazionale (cod.
IT008) ai sensi della
Convenzione di Ramsar
(1971). Nonostante
l’appellativo di laguna, in
relazione alle
caratteristiche
morfobatimetriche generali
che la contraddistinguono:
basso fondale a debolissima
pendenza (<1%) con medie
attorno ai 100 cm (range
30-170 cm), massima
profondità in corrispondenza
del centro del bacino e
scarso effetto di marea che
interessa prevalentemente le
zone prossime ai canali di
comunicazione con il mare,
la laguna di Orbetello è da
considerarsi, piuttosto, un
complesso di stagni costieri
(Cataudella et al., 1995;
Aminti et al., 2003). Le
attività produttive locali
sono incentrate sul turismo
estivo, sulla pesca e sulla
acquacoltura intensiva e
garantiscono un fiorente
indotto commerciale
(Fanciulli, 1995; Di
Vincenzo, 2006). Questo
sistema, naturalmente
tendente
all’eutrofizzazione, ha dato
dimostrazione nel corso
degli ultimi decenni, di
quanto siano fragili gli
equilibri che lo regolano (Cognetti
et al., 1978; Lenzi e
Angelini, 1984). L'intera
area, infatti, pur essendo
di dimensioni relativamente
modeste, presenta un
notevole grado di
complessità, in termini di
morfologia e di dinamica dei
processi ambientali che la
caratterizzano. Le attività
antropiche presenti
costituiscono fattore di
disturbo in quanto
accelerano i naturali
processi di evoluzione
determinando sia un accumulo
di nutrienti in soluzione
che un incremento del
materiale particellato
sospeso e favorendo, al
contempo, l’interramento
progressivo del bacino e
l’eutrofizzazione delle
acque, fenomeno che, nei
sistemi confinati, può
evolvere verso la crisi
distrofica. Proprio in
seguito ad una grave crisi
distrofica avvenuta nella
primavera del 1993, la
laguna di Orbetello fu
dichiarata "area ad elevato
rischio di crisi ambientale"
(delibera del Consiglio dei
Ministri del 2 aprile 1993),
con la conseguente nomina di
un Commissario Delegato al
Risanamento. Le
problematiche legate
all’eutrofizzazione delle
acque sono associate, in
questo sistema, alla
presenza di inquinanti
ambientali derivanti da
processi naturali, da
fenomeni globali di
contaminazione e da attività
antropiche locali attuali e
pregresse. Queste
problematiche sono alla base
della iscrizione tra i Siti
di Bonifica di Interesse
Nazionale (SIN) di Orbetello
della parte orientale della
laguna di Ponente – Area ex
Sitoco (art. 14 comma,
lettera p-decies della Legge
31 luglio 2002 n. 179
“Disposizioni in materia
ambientale”) con
perimetrazione ai sensi
dell’art. 1 comma 4 della
Legge 9 dicembre 1998 n. 426
(decreto del Ministro
dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio del 2
dicembre 2002, e pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n.
72 del 27/03/2003),
perimetrazione attualmente
estesa a tutta la superficie
lagunare. Gli interventi dei
diversi soggetti incaricati
del Commissariamento che si
sono susseguiti dal 1994
fino ad oggi sono stati
finalizzati essenzialmente:
1) alla implementazione
della circolazione interna e
del rinnovo delle acque alle
tre foci lagunari
realizzando idrovore per la
immissione forzata delle
acque marine e
canalizzazioni; 2) alla
rimozione dei reflui ad
effetto eutrofizzante
presenti in laguna; 3) alla
raccolta delle macroalghe;
4) al potenziamento delle
conoscenze scientifiche
sulle dinamiche del sistema
mediante finanziamento di
progetti di ricerca
specifici (Di Vincenzo,
2006).
-
Stato attuale delle
conoscenze
-
Le fanerogame
rappresentano una biocenosi
di pregio per i sistemi
acquatici in quanto
garantiscono un rifugio per
numerose specie e
favoriscono la conservazione
di elevati livelli di
biodiversità (Duarte, 2002).
Esse risentono
dell’eutrofizzazione delle
acque e regrediscono in
presenza di elevate
concentrazioni di nutrienti,
al contrario, le
proliferazioni delle
macroalghe sono favorite dai
nutrienti in soluzione
acquosa (composti a base di
azoto e fosforo) e possono
essere considerate un
elemento indicativo di
alterazione del sistema (Morand
e Briand, 1996). Nella
laguna di Orbetello, a
partire dagli anni ’60 sono
state registrate profonde
variazioni nell’assetto
della vegetazione acquatica
con progressiva riduzione
delle fanerogame a favore
delle macroalghe
opportuniste che hanno
evidenziato proliferazioni
significative (Lenzi et al.,
1998). Le grandi quantità di
biomasse algali prodotte tra
gli anni ’70 e ’90 hanno
determinato periodici
fenomeni di degenerazione e
sviluppo di condizioni
anossiche, con evoluzione di
crisi distrofiche e
ripercussioni notevoli sulle
biocenosi animali (Lenzi e
Salvatori, 1986). Studi
recenti indicano che la
laguna di Orbetello presenta
livelli elevati di composti
azotati in soluzione acquosa
associati a fosforo
limitazione (Innamorati e
Melillo, 2004; Specchiulli
et al., 2008), evidenziando,
pertanto come i processi di
modulazione di questo
elemento assumano un ruolo
importante nella regolazione
delle popolazioni vegetali
presenti (Giusti e
Marsili-Libelli, 2005), è
infatti la carenza di
fosforo biodisponibile che
limita la proliferazione
delle macroalghe (Carlson,
1977; Karydis et al., 1983).
In queste condizioni, dopo
una regressione delle
praterie di fanerogame che
si è spinta fino alla loro
totale scomparsa nel 1993 (Lenzi
et al., 1998), attualmente
si osserva in laguna una
progressiva ricolonizzazione
da parte delle piante
acquatiche che evidenzia una
sostanziale tendenza al
recupero del sistema (Lenzi
e Mattei, 1998; Renzi et al.,
2007). Parallelamente anche
gli studi condotti sulle
biocenosi bentoniche animali
(macrozoobenthos),
evidenziano un progressivo,
seppure lento, recupero
delle condizioni di
biodiversità documentate da
Cognetti e colleghi nel 1978
(Lardicci et al., 1993;
Lardicci et al., 1997;
Focardi et al, 2008). La
distribuzione delle
biocenosi all’interno di
questi sistemi non è
omogenea ma varia nelle
diverse aree lagunari
evidenziando zonazione in
relazione al diverso livello
di confinamento dalle acque
marine (Frisoni et al.,
1984; Breber et al., 2008).
Studi recenti, evidenziano
che le maggiori criticità
relativamente ai popolamenti
bentonici sono state
riscontrate attualmente in
corrispondenza della zona
prospiciente le miniere di
Terrarossa (Focardi et al,
2008), area marginale nel
bacino di levante
caratterizzata da un elevato
ristagno delle acque (Aminti
et al., 2003; Giusti e
Marsili-Libelli, 2006). Le
analisi condotte sul
sedimento, principale
comparto ambientale di
accumulo di nutrienti e
contaminanti chimici (Bacci,
1994) evidenziano come
quest’area, insieme alla
zona ex Sitoco, mostri le
maggiori criticità riguardo
al contenuto in ferro,
principale elemento in grado
di modulare il rilascio in
colonna d’acqua del fosforo
e di impedire le
proliferazioni di macroalghe
(Heijs
et al., 1999; Renzi et al.,
2006). Gli effetti dovuti
all’apporto di nutrienti
dovuto alle attività urbane
(Specchiulli et al., 2008;
Renzi et al., 2009) è stato
ampiamente documentato nella
laguna di Orbetello tanto
che, attualmente, le acque
reflue degli impianti di
depurazione degli scarichi
civili sono state
convogliate a mare con lo
scopo di ridurre i carichi
trofici generali (Di
Vincenzo, 2006). Le attività
agricole, oltre a
determinare un sostanziale
apporto di nutrienti in
soluzione acquosa attraverso
lo scambio diretto con il
fiume Albegna (Specchiulli
et al., 2008), rilasciano
anche contaminanti chimici i
quali si accumulano nei
sedimenti lagunari. In
particolare, studi recenti
hanno evidenziato la
presenza di pesticidi
utilizzati in agricoltura
per il contenimento delle
parassitosi (Villa, 1999;
Renzi, 2008); è stata
osservata anche la presenza
di livelli contenuti di
idrocarburi policiclici
aromatici e
policlorobifenili (Perra et
al., 2007) che non hanno,
tuttavia, mostrato impatto
significativo sulle
biocenosi animali (Corsi et
al., 2003). L’attività
condotta dalla ex Sitoco ha
determinato, nei sedimenti
delle aree lagunari
prospicienti l’impianto
industriale, l’accumulo di
elementi in tracce (As, Zn,
Cd, Cu, Pb) (Renzi et al.,
2007) derivanti dalla
combustione di piriti ad
elevato tenore di solfuri
misti (Arisi-Rota e Vighi,
1971). Il mercurio ha
mostrato, invece, dinamiche
diverse dalle altre molecole
presenti nella laguna di
Orbetello. Studi pregressi
evidenziano la presenza di
un’anomalia geologica per
questo elemento documentata
in tutto il territorio
Amiatino e nella zona
marino-costiera dall’Elba
all’Argentario (Leoni e
Sartori, 1997). In laguna le
concentrazioni maggiori sono
state osservate nell’area
delle Miniere di Terrarossa
dalle quali si estraeva in
passato ferro e manganese
con la produzione di polveri
di cinabro come scarto di
lavorazione (Focardi et al.,
2008). La bonifica di queste
aree lagunari è attualmente
un obiettivo prioritario del
Commissario delegato per il
Risanamento Ambientale della
Laguna di Orbetello (Di
Vincenzo, 2006) e parte
delle attività preliminari
sono, al momento, in corso
di attuazione.
-
-
Considerazioni conclusive
-
La laguna di Orbetello è un
sistema complesso
caratterizzato da delicati
equilibri tra le condizioni
ambientali generali e le
attività gestionali e
produttive locali; tali
equilibri hanno spesso
subito un’alterazione con
ripercussioni evidenti sulle
biocenosi locali e sulla
produttività generale del
sistema. Le attività
condotte nel corso del
programma di
Commissariamento
(rimozione delle biomasse,
miglioramento degli scambi
mare-laguna, rimozione degli
scarichi urbani) hanno
portato ad un contenimento
del fenomeno di
eutrofizzazione con un
progressivo, seppure lento,
recupero della biodiversità
e delle biocenosi presenti
prima della crisi distrofica
del 1993. Gli studi condotti
con il finanziamento del
Commissario delegato per il
risanamento della laguna
hanno focalizzato anche le
maggiori problematiche
legate alla contaminazione
chimica del sistema,
contaminazione dovuta in
parte a fenomeni globali o
esterni al sistema, in parte
a fenomeni naturali ed in
parte ad attività
industriali pregresse. Su
queste problematiche sono
state sviluppate strategie
di intervento e programmate
operazioni di bonifica
tuttora in corso di
realizzazione.
|
-
- nonché le
conclusioni del Dott. Plinio Conte Vice.
Direttore Ministero Risorse Agricole
-
-
-
Conclusioni
-
Dott. Plinio Conte -
Ministero delle
Politiche Agricole
Alimentari e Forestali
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Non è
semplice – in sede di
conclusioni – tirare le fila
su ragionamenti così
complessi e sintetizzare
qualche considerazione.
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Lo faccio,
come Responsabile del
Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e
Forestali ed a nome del
Direttore Generale Dott.
Francesco Abate, nel
convincimento che sia
compito specifico del
Governo Centrale quello di
identificare concrete linee
operative e proporre
indirizzi.
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Dal Convegno
odierno – mi pare –
scaturiscono le seguenti
indicazioni.
- 1) C’è
da parte dei Responsabili
politici una reale
consapevolezza
dell’importanza della posta
in palio assieme alla
disponibilità ad recepire
indicazioni tecniche e poi
decidere al riguardo. La
presenza del Ministro Sen.
Altero Matteoli e
dell’Assessore all’ambiente
della Regione Toscana,
Dott.ssa Anna Rita Bramerini
- tra gli altri – confermano
questa attenzione e queste
disponibilità.
- 2) La
creazione di un Commissario
governativo ad hoc per la
Laguna di Orbetello, oltre a
confermare l’interesse del
Governo Centrale,
rappresenta un decisivo – e
deciso – passo in avanti
rispetto alla precedente
frammentazione di ruoli e di
competenze.
- Tuttavia
- come ha giustamente
sottolineato l’Assessore
Bramerini – le procedure e
le scelte finora adottate
appartengono ad una fase
“emergenziale” che potrebbe
essere presto superata da
una gestione “a regime”,
concordata tra Governo e
Regione Toscana.
- 3) Le
attività economiche e di
pesca presenti nell’area
possono tranquillamente
convivere – con qualche
correzione ed aggiustamento
– con quelle di tutela
ambientale, anzi queste e
quelle possono essere
raccordate in un circuito
“virtuoso” che veda al
centro l’azione dell’uomo e
le sue responsabilità
di fronte all’Ambiente.
- 4) Il
Ministero delle Politiche
Agricole, Ambientali e
Forestali continuerà a
seguire con attenzione e
sostegno tutta le azioni che
andranno nella direzione
sopra delineata e terrà in
debito conto tutte le
indicazioni, comprese quelle
di Associazioni come
Mareamico così sensibili
alle tematiche ambientali.
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Carta
di Orbetello Doc. finale (.pdf 159 K)

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