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La laguna di Orbetello

 

 
La laguna di Orbetello, ieri, oggi e domani – Proposte ed Indicazioni
( Approvata la “Carta di Orbetello” )

10 e 11 Maggio 2009-09-18

 
In collaborazione con il Comune di Orbetello e con l’Università di Siena, l’Associazione Mareamico ha promosso e realizzato un Convegno sulla Laguna di Orbetello.
 

Al Convegno, preceduto da un’attività sul campo (visita di studio) hanno partecipato importanti personalità del Mondo politico,accademico, scientifico, economico. Tra gli altri il Ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti e Sindaco di Orbetello Sen. Altero  Matteoli e l’Assessore Regionale all’Ambiente della Regione Toscana Anna Rita Bramerini.

 

     Ministro Altero Matteoli               Anna Rita Bramerini


Di seguito la sintesi dell’indirizzo di saluto
del Presidente di Mareamico On. Roberto Tortoli ;
del Ministro Altero Matteoli ;
dell’Assessore Regionale all’ambiente ;
del direttore ARPAT Toscana dott.sa Sonia Cantoni ;
del Presidente del Cenis On. Giuseppe ( Pino) Lucchesi ;
del Rettore Magnifico dell’Università di Siena Prof. Silvano Focardi
nonché  le conclusioni del
Dott. Plinio Conte Vice. Direttore Ministero Risorse Agricole

 

 
Intervento di Roberto Tortoli – Presidente di Mareamico
 
     Non è casuale né improvvisata la scelta di Mareamico per questa intensa giornata di riflessione sullo stato di salute della Laguna di Orbetello, sulle prospettive e sulle azioni future, sulle iniziative da assumere per assicurare una corretta compatibilità tra attività antropiche (penso soprattutto al Turismo) e salvaguardia ambientale, essendo la seconda, per gran parte, premessa delle prime.
     Dobbiamo alla cortesia del Ministro Altero Matteoli, ed alla sua disponibilità manifestata fin dagli inizi, il realizzarsi delle condizioni che ci permettono oggi di ascoltare insigni studiosi e mettere le loro opinioni a confronto con i Responsabili delle Istituzioni, con particolare riguardo al Governo Centrale qui autorevolmente rappresentato ed alla Regione Toscana, qui presente con l’Assessore Regionale all’ambiente Dott.ssa Anna Rita Bramerini.
     Come emerge dal programma questa giornata di Studio è stata preceduta da una “attività sul campo” che ha consentito ai nostri ospiti di prendere atto delle più significative attività che interessano questo delicato e sensibile territorio nonché della particolare bellezza del luogo, impreziosita da importanti presenze storiche, culturali, ambientali – presenze che fanno della laguna di Orbetello un “unicum” irripetibile. 
     E’ nostro intendimento, sulla base degli interventi e del dibattito che seguiranno, proporre un “Documento Conclusivo” che riassuma le indicazioni emerse e serve quale elemento indicatore e di proposte per le azioni future, un documento che vorremmo sin d’ora chiamato “Carta di Orbetello”.
Per me – da poco Presidente di Mareamico – è questa anche una occasione per presentare nel suo ventesimo anno di attività, una Associazione sempre più importante nel panorama italiano ed europeo; è ringraziare Pino Lucchesi che mi ha preceduto in questo incarico, per il lavoro svolto che è alla base mio e del nostro impegno futuro.
 
 - Del Ministro Matteoli 

 
Intervento di Altero Matteoli
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e Sindaco di Orbetello
 
La salvaguardia ambientale è un’esigenza ormai radicata nella pubblica opinione, sempre più consapevole della necessità di tutelare un bene così importante come l’ambiente e trasmetterlo alle future generazioni.
     Questo concetto, alla apparenza semplice ed elementare, è riuscito a farsi strada malgrado le estremizzazioni ideologiche che spesso hanno contraddistinto il dibattito nella complessa materia ambientale; ed alla fine ha prevalso l’idea che da una corretta visione antropocentrica non possono che derivare conseguenze positive per l’ambiente, non più considerato come un bene intangibile da conservare in un teca di cristallo ma come un bene utile per l’uomo, il quale assume anche precise responsabilità al riguardo.
     Naturalmente sono contento che Mareamico ed il suo Presidente On. Roberto Tortoli abbiano scelto Orbetello come tappa delle loro meritorie riflessioni, contraddistinte da un raro rigore scientifico (né potrebbe essere diversamente con un Presidente del Comitato Scientifico come l’amico Prof. Giuseppe Cognetti, “maestro” per tanti di noi, studiosi e non).
Partecipo volentieri a questo convegno non dimenticando di essere stato, per ben tre volte, Ministro dell’Ambiente, incarico che mi ha consentito, a più riprese, di intervenire e dare indicazioni sulla situazioOggi intervengo anche come Sindaco di Orbetello assicurando nella doppia veste di Esponente del Governo e di Sindaco, la massima attenzione per le indicazioni che scaturiranno – e la piena disponibilità a collaborare con le alte Istituzioni interessate, a cominciare dalla Regione Toscana, qui presente con l’Assessore Anna Rita Bramerini.
 
- Dell’Assessore Regionale all’ambiente

 
Intervento Anna Rita Bramerini – Assessore all’Ambiente Regione Toscana
   
    Anch’io desidero esprimere – a nome della Regione Toscana – il più sincero ringraziamento all’On. Roberto Tortoli ed alla sua Associazione Mareamico per aver assunto l’iniziativa di questo Convegno che mette a confronto studiosi di eccellente livello, esperienze locali ed internazionali, azioni assunte e da assumere.
Penso, in linea generale, che ormai siano maturi i tempi, dopo tanti interventi, spesso contraddittori o assunti in situazioni di emergenza, per pensare ad un “Soggetto Unitario” che riassuma tutte le competenze oggi suddivise fra “Commissario del Governo” ed una miriade di Enti ed organismi non particolarmente tra loro coordinanti, con sovrapposizioni e contrasti spesso difficili da comporre; e che questa innovazione operativa debba realizzare in un quadro di collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente e le altre istanze, a partire – ovviamente – dalle Istituzioni locali.
     Oggi ci troviamo a discutere di una area particolarmente delicata e “sensibile”, una area nella quale diverse esigenze e prospettive si intersecano, talvolta in sinergia positiva, tal altre con frizioni difficili da ricomporre.
     Come è noto non sono mancati in passato esempi di manomissione ambientale che hanno provocato non pochi danni. Oggi la situazione della laguna di Orbetello, dal punto di vista ambientale, è progressivamente migliorata, ma molto resta ancora da fare, altre risorse sono necessarie, mentre non saranno mai abbastanza le azioni di controllo e di monitoraggio.
     La Toscana (posso qui assicurare il Ministro Matteoli nonché l’On. Tortoli che è anche Vice Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati) farà la propria parte sia nella attuale fase che nelle fasi successive.
Siamo molto interessati ai contenuti ed alle indicazioni del dibattito odierno e posso sin d’ora assicurare la massima attenzione per il vostro “Documento Conclusivo”.
 
 -Del direttore ARPAT Toscana dott.sa Sonia Cantoni

 
Il punto di vista di Arpat
Dott.ssa Sonia Cantoni – Direttore Generale Arpa Toscana
 
L’Agenzia nel corso di questi ultimi anni ha seguito con grande impegno le problematiche della laguna di Orbetello, attraverso la sua struttura dipartimentale provinciale e l’Area Mare. Si tratta di una zona con evidenti, singolari potenzialità e altrettante criticità di carattere ambientale: la laguna è classificata fra le "Aree sensibili" di cui all'art. 91 del D.Lgs n. 152/2006, parte terza; è sito di interesse comunitario (SIC), Area Ramsar Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Dir. CEE 79/409.
Lo stato di emergenza ambientale dell’ambiente lagunare è stato riconosciuto attraverso l’istituzione di un Commissario per l’emergenza individuato mediante appositi DPCM, e la laguna è considerata, anche nel PRAA 2007-2010, “zona di criticità ambientale”. Rappresenta infatti un corpo idrico eutrofizzato a debole ricambio, soggetto, periodicamente, a crisi distrofiche.
L’Agenzia ha svolto la propria attività istituzionale obbligatoria attraverso:
1.  il supporto istruttorio al Commissario per l’Emergenza lagunare e al MATTM in relazione alla procedura di bonifica del SIN “Ex SITOCO”. Il SIN è stato esteso, a partire dal 2007, a tutto lo specchio lagunare;
2.  l’attività di monitoraggio della laguna in qualità di “corpo idrico significativo” per conto della Regione;
3.  il controllo degli scarichi degli impianti di itticoltura;
4.  il controllo degli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue urbane;
5.  controllo delle acque di balneazione all’esterno dell’area lagunare.
L’Agenzia ha, altresì, garantito il supporto tecnico-scientifico al Commissario della laguna per le seguenti attività non obbligatorie:
1. gestione e validazione dei dati provenienti dalla rete fissa di monitoraggio della qualità delle acque lagunari (9 centraline per il rilevamento in continuo dei principali parametri chimico-fisici e idrologici);
2. supporto e consulenza al Commissario per la gestione del ricambio forzato delle acque in laguna.
Oltre alle attività di controllo, l’Agenzia ha svolto attività di ricerca scientifica applicata in ambito lagunare, utili per meglio conoscere e far conoscere questo ambiente e le sue risorse, per la classificazione ittica delle acque e per la redazione dei Piani Provinciali di Gestione.
Gli argomenti hanno riguardato l’utilizzo dei batteri eterotrofi, come indicatori per la valutazione dello stato di qualità ambientale, studi sulla valutazione dello stato trofico mediante prove di crescita algale, studi sul fitoplancton.
Si cita, tra l’altro, uno studio realizzato all’inizio degli anni ‘90 dagli esperti ARPAT dell’Area Mare (allora CRIP – Consorzio Regionale di Idrogeologia e Pesca della Regione Toscana), con l’obiettivo di valutare l’attività di pesca e il suo impatto sulle risorse sfruttate. Fu scelto, ai tempi, un modello – Europath di Christiensen e Pauly (1990), particolarmente versatile. Al di là dei risultati conseguiti, che sarebbe utile aggiornare, questo o un simile modello potrebbero – in versione previsionale – fornire anche indicazioni sulla gestione di questo prezioso ambiente e delle sue risorse.
 Prospettive
Lo stato di contaminazione della laguna, confermato dall’estensione del SIN richiede l’attuazione delle azioni previste dall’ADP ed il completamento delle procedure di bonifica presso l’area Ex-SITOCO.
Lo stato costante di eutrofizzazione richiede il mantenimento di attente politiche gestionali, attualmente svolte dagli uffici commissariali, rivolte a prevenire le crisi distrofiche. Le pratiche attuali di rimozione delle macroalghe e del ricambio forzato delle acque hanno dimostrato essere efficaci per mitigare gli effetti delle crisi distrofiche. Di notevole importanza il mantenimento dell’attuale gestione delle acque reflue urbane che impedisce la loro ulteriore immissione in laguna.
 
 - Del Presidente del Cenis On. Giuseppe ( Pino) Lucchesi

 
La Laguna di Orbetello: l’approccio ambientale
On. Pino Lucchesi – Presidente Ce.N.I.S.
 
Intervengo volentieri a questo convegno nella veste di Presidente  del Centro Nazionale Iniziative Sociali (Ce.N.I.S.)
Il Cenis nasce nel 2005 per l’impegno mio e di altri amici che avevano condiviso la mia esperienza quale Presidente del Comitato Interministeriale per le Certificazioni Ambientali Europee EMAS ed Ecolabel e dal comune desiderio di non disperdere un importante patrimonio di conoscenze e di rapporti da incanalare – incarichi formali o no – nella prospettiva del continuo miglioramento ambientale di prestazioni e qualità dei prodotti.
Questo filone principale di attività ha trovato, sin dall’inizio, una sua sponda naturale nella promozione di iniziative nel “sociale” e presto si è scoperto che spesso e volentieri i due aspetti costituivano le facce di una stessa medaglia, essendo le condizioni sociali quasi sempre alla base di impegni ambientalmente coerenti.
Questi indirizzi di fondo ben si sposano con la necessità presenti in generale sul territorio ed in particolare sull’area lagunare (di Orbetello) alla quale oggi dedicheremo le nostre riflessioni.
E’ fuori di dubbio che – nel caso della laguna di Orbetello – si tratti di una zona dalle caratteristiche particolari, una zona tra le più belle del nostro Paese, da “maneggiare con particolare cura ed attenzione”.
La conservazione delle attività economiche in essere e la valorizzazione turistica dell’area costituiscono – a giudizio del Cenis – due facce della stessa medaglia. Del pari ulteriori azioni di miglioramento gestionale ed operativo non possono prescindere dall’obbiettivo di rilancio da tutti auspicato.
Da questo punto di vista, per realizzare un vero e proprio “salto di qualità”, da tutti finora soltanto enunciato, è necessario mettere in campo un mix di azioni che in maniera sinergica concorrono allo stesso obbiettivo.
In concreto, a giudizio del Cenis, il Comune di Orbetello dovrebbe rapidamente iniziare il percorso per ottenere la Registrazione Ambientale Europea EMAS, adottando in contemporanea tutte le procedure e le azioni a questa correlata (depuratori, acquisti verdi, raccolta differenziata dei rifiuti, ecc..). In parallelo sarebbe di grande utilità (anche al fine di esercitare una maggiore attrazione verso il turismo dei Paesi del nord Europa) una attività seria di promozione del marchio Ecolabel per le strutture turistiche e recettive, nonché l’idea di una valorizzazione “garantita” dei prodotti tipici dell’area, incluso il pesce, con una certificazione di filiera atta a garantire qualità ed affidabilità.
Questo per non rimanere nel vago e dare indicazioni su azioni concretamente attivabili.
 
 - Del Rettore Magnifico dell’Università di Siena Prof. Silvano Focardi

 
Attuale situazione ambientale della laguna di Orbetello
Silvano Focardi, Monia Renzi
1Dipartimento di Scienze Ambientali, Università degli Studi di Siena, Via P.A. Mattioli n. 4,  53100, Siena 2Centro Ricerche di Ecologia lagunare, pesca ed acquacoltura (Ecolab), Polo Universitario Grossetano, Università di Siena a Grosseto, via Lungolago dei Pescatori s.n., 58015 Orbetello (GR).
e-mail: focardi@unisi.it; renzi2@unisi.it
La laguna di Orbetello caratteristiche generali e problematiche ambientali
La Laguna di Orbetello (2.525 ha, Toscana meridionale) rappresenta uno dei più importanti bacini salmastri Italiani (Sito Natura 2000: cod. IT51A0026). Definita come zona p-SIC (Sito di importanza comunitaria) e ZPS (Zona di protezione speciale EUAP0127) è classificata area umida di interesse nazionale (cod. IT008) ai sensi della Convenzione di Ramsar (1971). Nonostante l’appellativo di laguna, in relazione alle caratteristiche morfobatimetriche generali che la contraddistinguono: basso fondale a debolissima pendenza (<1%) con medie attorno ai 100 cm (range 30-170 cm), massima profondità in corrispondenza del centro del bacino e scarso effetto di marea che interessa prevalentemente le zone prossime ai canali di comunicazione con il mare, la laguna di Orbetello è da considerarsi, piuttosto, un complesso di stagni costieri (Cataudella et al., 1995; Aminti et al., 2003). Le attività produttive locali sono incentrate sul turismo estivo, sulla pesca e sulla acquacoltura intensiva e garantiscono un fiorente indotto commerciale (Fanciulli, 1995; Di Vincenzo, 2006). Questo sistema, naturalmente tendente all’eutrofizzazione, ha dato dimostrazione nel corso degli ultimi decenni, di quanto siano fragili gli equilibri che lo regolano (Cognetti et al., 1978; Lenzi e Angelini, 1984). L'intera area, infatti, pur essendo di dimensioni relativamente modeste, presenta un notevole grado di complessità, in termini di morfologia e di dinamica dei processi ambientali che la caratterizzano. Le attività antropiche presenti costituiscono fattore di disturbo in quanto accelerano i naturali processi di evoluzione determinando sia un accumulo di nutrienti in soluzione che un incremento del materiale particellato sospeso e favorendo, al contempo, l’interramento progressivo del bacino e l’eutrofizzazione delle acque, fenomeno che, nei sistemi confinati, può evolvere verso la crisi distrofica. Proprio in seguito ad una grave crisi distrofica avvenuta nella primavera del 1993, la laguna di Orbetello fu dichiarata "area ad elevato rischio di crisi ambientale" (delibera del Consiglio dei Ministri del 2 aprile 1993), con la conseguente nomina di un Commissario Delegato al Risanamento. Le problematiche legate all’eutrofizzazione delle acque sono associate, in questo sistema, alla presenza di inquinanti ambientali derivanti da processi naturali, da fenomeni globali di contaminazione e da attività antropiche locali attuali e pregresse. Queste problematiche sono alla base della iscrizione tra i Siti di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN) di Orbetello della parte orientale della laguna di Ponente – Area ex Sitoco (art. 14 comma, lettera p-decies della Legge 31 luglio 2002 n. 179 “Disposizioni in materia ambientale”) con perimetrazione ai sensi dell’art. 1 comma 4 della Legge 9 dicembre 1998 n. 426 (decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 2 dicembre 2002, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27/03/2003), perimetrazione attualmente estesa a tutta la superficie lagunare. Gli interventi dei diversi soggetti incaricati del Commissariamento che si sono susseguiti dal 1994 fino ad oggi sono stati finalizzati essenzialmente: 1) alla implementazione della circolazione interna e del rinnovo delle acque alle tre foci lagunari realizzando idrovore per la immissione forzata delle acque marine e canalizzazioni; 2) alla rimozione dei reflui ad effetto eutrofizzante presenti in laguna; 3) alla raccolta delle macroalghe; 4) al potenziamento delle conoscenze scientifiche sulle dinamiche del sistema mediante finanziamento di progetti di ricerca specifici (Di Vincenzo, 2006).
Stato attuale delle conoscenze
Le fanerogame rappresentano una biocenosi di pregio per i sistemi acquatici in quanto garantiscono un rifugio per numerose specie e favoriscono la conservazione di elevati livelli di biodiversità (Duarte, 2002). Esse risentono dell’eutrofizzazione delle acque e regrediscono in presenza di elevate concentrazioni di nutrienti, al contrario, le proliferazioni delle macroalghe sono favorite dai nutrienti in soluzione acquosa (composti a base di azoto e fosforo) e possono essere considerate un elemento indicativo di alterazione del sistema (Morand e Briand, 1996). Nella laguna di Orbetello, a partire dagli anni ’60 sono state registrate profonde variazioni nell’assetto della vegetazione acquatica con progressiva riduzione delle fanerogame a favore delle macroalghe opportuniste che hanno evidenziato proliferazioni significative (Lenzi et al., 1998). Le grandi quantità di biomasse algali prodotte tra gli anni ’70 e ’90 hanno determinato periodici fenomeni di degenerazione e sviluppo di condizioni anossiche, con evoluzione di crisi distrofiche e ripercussioni notevoli sulle biocenosi animali (Lenzi e Salvatori, 1986). Studi recenti indicano che la laguna di Orbetello presenta livelli elevati di composti azotati in soluzione acquosa associati a fosforo limitazione (Innamorati e Melillo, 2004; Specchiulli et al., 2008), evidenziando, pertanto come i processi di modulazione di questo elemento assumano un ruolo importante nella regolazione delle popolazioni vegetali presenti (Giusti e Marsili-Libelli, 2005), è infatti la carenza di fosforo biodisponibile che limita la proliferazione delle macroalghe (Carlson, 1977; Karydis et al., 1983). In queste condizioni, dopo una regressione delle praterie di fanerogame che si è spinta fino alla loro totale scomparsa nel 1993 (Lenzi et al., 1998), attualmente si osserva in laguna una progressiva ricolonizzazione da parte delle piante acquatiche che evidenzia una sostanziale tendenza al recupero del sistema (Lenzi e Mattei, 1998; Renzi et al., 2007). Parallelamente anche gli studi condotti sulle biocenosi bentoniche animali (macrozoobenthos), evidenziano un progressivo, seppure lento, recupero delle condizioni di biodiversità documentate da Cognetti e colleghi nel 1978 (Lardicci et al., 1993; Lardicci et al., 1997; Focardi et al, 2008). La distribuzione delle biocenosi all’interno di questi sistemi non è omogenea ma varia nelle diverse aree lagunari evidenziando zonazione in relazione al diverso livello di confinamento dalle acque marine (Frisoni et al., 1984; Breber et al., 2008). Studi recenti, evidenziano che le maggiori criticità relativamente ai popolamenti bentonici sono state riscontrate attualmente in corrispondenza della zona prospiciente le miniere di Terrarossa (Focardi et al, 2008), area marginale nel bacino di levante caratterizzata da un elevato ristagno delle acque (Aminti et al., 2003; Giusti e Marsili-Libelli, 2006). Le analisi condotte sul sedimento, principale comparto ambientale di accumulo di nutrienti e contaminanti chimici (Bacci, 1994) evidenziano come quest’area, insieme alla zona ex Sitoco, mostri le maggiori criticità riguardo al contenuto in ferro, principale elemento in grado di modulare il rilascio in colonna d’acqua del fosforo e di impedire le proliferazioni di macroalghe (Heijs et al., 1999; Renzi et al., 2006). Gli effetti dovuti all’apporto di nutrienti dovuto alle attività urbane (Specchiulli et al., 2008; Renzi et al., 2009) è stato ampiamente documentato nella laguna di Orbetello tanto che, attualmente, le acque reflue degli impianti di depurazione degli scarichi civili sono state convogliate a mare con lo scopo di ridurre i carichi trofici generali (Di Vincenzo, 2006). Le attività agricole, oltre a determinare un sostanziale apporto di nutrienti in soluzione acquosa attraverso lo scambio diretto con il fiume Albegna (Specchiulli et al., 2008), rilasciano anche contaminanti chimici i quali si accumulano nei sedimenti lagunari. In particolare, studi recenti hanno evidenziato la presenza di pesticidi utilizzati in agricoltura per il contenimento delle parassitosi (Villa, 1999; Renzi, 2008); è stata osservata anche la presenza di livelli contenuti di idrocarburi policiclici aromatici e policlorobifenili (Perra et al., 2007) che non hanno, tuttavia, mostrato impatto significativo sulle biocenosi animali (Corsi et al., 2003). L’attività condotta dalla ex Sitoco ha determinato, nei sedimenti delle aree lagunari prospicienti l’impianto industriale, l’accumulo di elementi in tracce (As, Zn, Cd, Cu, Pb) (Renzi et al., 2007) derivanti dalla combustione di piriti ad elevato tenore di solfuri misti (Arisi-Rota e Vighi, 1971). Il mercurio ha mostrato, invece, dinamiche diverse dalle altre molecole presenti nella laguna di Orbetello. Studi pregressi evidenziano la presenza di un’anomalia geologica per questo elemento documentata in tutto il territorio Amiatino e nella zona marino-costiera dall’Elba all’Argentario (Leoni e Sartori, 1997). In laguna le concentrazioni maggiori sono state osservate nell’area delle Miniere di Terrarossa dalle quali si estraeva in passato ferro e manganese con la produzione di polveri di cinabro come scarto di lavorazione (Focardi et al., 2008). La bonifica di queste aree lagunari è attualmente un obiettivo prioritario del Commissario delegato per il Risanamento Ambientale della Laguna di Orbetello (Di Vincenzo, 2006) e parte delle attività preliminari sono, al momento, in corso di attuazione.
 
Considerazioni conclusive
La laguna di Orbetello è un sistema complesso caratterizzato da delicati equilibri tra le condizioni ambientali generali e le attività gestionali e produttive locali; tali equilibri hanno spesso subito un’alterazione con ripercussioni evidenti sulle biocenosi locali e sulla produttività generale del sistema. Le attività condotte nel corso del programma di Commissariamento (rimozione delle biomasse, miglioramento degli scambi mare-laguna, rimozione degli scarichi urbani) hanno portato ad un contenimento del fenomeno di eutrofizzazione con un progressivo, seppure lento, recupero della biodiversità e delle biocenosi presenti prima della crisi distrofica del 1993. Gli studi condotti con il finanziamento del Commissario delegato per il risanamento della laguna hanno focalizzato anche le maggiori problematiche legate alla contaminazione chimica del sistema, contaminazione dovuta in parte a fenomeni globali o esterni al sistema, in parte a fenomeni naturali ed in parte ad attività industriali pregresse. Su queste problematiche sono state sviluppate strategie di intervento e programmate operazioni di bonifica tuttora in corso di realizzazione.

 

 
nonché  le conclusioni del Dott. Plinio Conte Vice. Direttore Ministero Risorse Agricole

 
 
Conclusioni
Dott. Plinio Conte - Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
 
 
Non è semplice – in sede di conclusioni – tirare le fila su ragionamenti così complessi e sintetizzare qualche considerazione.
Lo faccio, come Responsabile del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed a nome del Direttore Generale Dott. Francesco Abate, nel convincimento che sia compito specifico del Governo Centrale quello di identificare concrete linee operative e proporre indirizzi.
Dal Convegno odierno – mi pare – scaturiscono le seguenti indicazioni.
 1)  C’è da parte dei Responsabili politici una reale consapevolezza dell’importanza della posta in palio assieme alla disponibilità ad recepire indicazioni tecniche e poi decidere al riguardo. La presenza del Ministro Sen. Altero Matteoli e dell’Assessore all’ambiente della Regione Toscana, Dott.ssa Anna Rita Bramerini - tra gli altri – confermano questa attenzione e queste disponibilità.
 2)  La creazione di un Commissario governativo ad hoc per la Laguna di Orbetello, oltre a confermare l’interesse del Governo Centrale, rappresenta un decisivo – e deciso – passo in avanti rispetto alla precedente frammentazione di ruoli e di competenze.
Tuttavia  - come ha giustamente sottolineato l’Assessore Bramerini – le procedure e le scelte finora adottate appartengono ad una fase “emergenziale” che potrebbe essere presto superata da una gestione “a regime”, concordata tra Governo e Regione Toscana.
 3)  Le attività economiche e di pesca presenti nell’area possono tranquillamente convivere – con qualche correzione ed aggiustamento – con quelle di tutela ambientale, anzi queste e quelle    possono essere raccordate in un circuito “virtuoso” che veda al centro l’azione dell’uomo e       le sue responsabilità di fronte all’Ambiente.
 4)  Il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali continuerà a seguire con attenzione e sostegno tutta le azioni che andranno nella direzione sopra delineata e terrà in debito conto tutte le indicazioni, comprese quelle di Associazioni come Mareamico così sensibili alle tematiche ambientali.

                                 Carta di Orbetello Doc. finale (.pdf 159 K)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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